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LIVE IN PISA

The Minus One

Tommaso Cappellato (drums)
Stefano Senni (bass)
Michael Blake (tenor & soprano sax)

 

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1. Memo 08:17
2. Blue And Sentimental 07:48
3. Holland's Holler 06:30
4. World Traveller 11:47
5. Pool 2000 10:25
6. Claps 01:03
7. Hallelujah, I Love Her So 02:45
8. Way Way Back 07:48

Recorded Live at Jazzwide - Argini e Margini 
Pisa, Italy August 20 2011
Released 03 January 2012
Mastered by Max Trisotto 
Cover Photo by Simone Settimo
2012 - Punto Rojo Records


Review on JAZZCOLOURS

A cura di Antonio Terzo
Jazzcolours Aprile 2012
http://jazzcolours.it

Numero iniziale di Blake che suona ad un tempo tenore e soprano nell'applauditissima introduzione di Memo: così comincia Live in Pisa, registrato al Jazz Wide 2011, prima documentazione discografica di The Minus One, un progetto in trio scaturito per sottrazione dal Tommaso Cappellato Quartet ed in cui all’affiatata e collaudata coppia Cap- pellato-Blake si affiancano i pregiati contrappunti di Stefano Senni. Data la versatilità del sassofonista americano la successiva alternanza strumentale è d’obbligo, e se il soprano si porta sui registri più acuti, il tenore del secondo chorus arriccia un nerboruto fraseggio, ricco di pause e rincorse, sottolineato dal ride del batterista. I suoi piatti si fanno schiumosi quando tocca a lui farsi carico di un break con ineccepibile consequenzialità di cadenze e figurazioni. Un lineare assolo di Senni impreziosisce l’intima ballad Blue & Sentimental dal canzoniere di Count Basie, nell’assoluta compostezza delle spazzole di Cappellato. Colori latin-carioca nei tempi gioiosi e pimpanti di Holland’s Holler Pool 2000, a firma del sassofonista, mentre è di Cappellato l’estesa World’s Traveller, un blues nell’antifona iniziale che si trasforma in un movimento orientale nel successivo tempo composto accentato dal contrabbasso e dalle pelli asciutte della bat- teria, con un incedere che si fa sempre più incalzante e mesmerizzante: il tenore vi spazia fra armonici insufflati, madide frasi e sordi sovracuti. Halleluja, I Love Her So cede alle lusinghe del pubblico con un omaggio a Ray Charles, mentre Way Way Back di Duke Ellington conferma la profonda conoscenza della tradizione, in un’esecuzione rinfrescata nella quale la tessitura armonica è la- sciata al puntuale walking bass di Senni. In ogni brano l’assenza di uno strumento armo- nico mette in evidenza non soltanto la comprovata solidità del contrabbassista, ma anche il capillare lavorio del batterista. E se immancabilmente è Blake a risultare in prima linea con il periodare compiuto e disinvolto dei suoi sax, è altrettanto indubbio come l’organico si presenti quale trio unitario e paritario. Da non perdere proprio nella sua dimensione live.

 

 

Review on ALLABOUTJAZZ ITALY

Pubblicato il 14 Maggio 2012
Articolo di Luca Casarotti
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=7961

Il 20 agosto 2011 il trio The Minus One ha tenuto un concerto al Jazzwide - Argini & Margini di Pisa, che viene ora pubblicato in questo CD live, pubblicato da Punto rojo, costola editoriale del collettivo ferrarese El gallo rojo. Dietro a The Minus One ci sono i nomi del batterista Tommaso Cappellato, del bassista Stefano Senni e del sassofonista Michael Blake. I tre sembrano essere accomunati da una conoscenza ed una passione profonde per la tradizione americana dello swing e del free, di matrice soprattutto colemaniana: sono queste due aree poetiche, infatti, le direttrici lungo le quali si muove il disco. Il gruppo esegue soprattutto composizioni di Blake e Cappellato (per lo più cellule tematiche brevi e incisive che aprono ad improvvisazioni collettive), ma non si nega il coraggio di virare alla forma del trio due brani per big band tra i più suonati, quali "Blue & Sentimental" di Count Basie e" Way Way Back" di Duke Ellington. Sorprende -e lo fa assai positivamente- la scelta di proporre, con adesione manifesta alle atmosfere dell'originale, anche uno standard dell'r'n'b come è "Hallelujah, I Love Her So" di Ray Charles. Quando questo disco è stato registrato, il gruppo era ad una delle sue prime esibizioni. L'impressione che si ricava ascoltando la musica (e i dialoghi tra i musicisti, captati dai microfoni) è precisamente quella d'una fase esplorativa, in cui la band utilizza il palco per affinare intesa e gestualità. Ci sono momenti di esitazione, come quando il trio fatica a stabilizzarsi sul riff di Senni in "World Traveller" e Blake esplora per qualche minuto prima di trovare e sviluppare un'idea convincente. Dove difetta l'interplay supplisce però l'esperienza dei tre: allora, in "Holland's Holler," suonano magistrali le cesure tra un poliritmo e uno swing medio-rapido e tra questo e un tempo rubato. E ancora: lo stesso riff di "World Traveller," prima oscillante pericolosamente verso la disgregazione, si trasforma in un accelerando plastico e trascinante. Guardando all'insieme, poi, si capisce che il trio mette in campo, ad ogni nuovo brano, una soluzione creativa imprevedibile, sempre diversa, prova sufficiente della freschezza e delle numerose possibili evoluzioni espressive del progetto. Blake esibisce un fraseggio rapido, un timbro fermo e leggero, quasi privo di vibrato e ricorre frequentemente agli armonici. Senni si trova a suo agio in formazioni di questo tipo, come aveva già dimostrato, seppure in un differente contesto idiomatico, con il disco 4 Stories, insieme a Matt Renzi e Jimmy Weinstein. Il suono di Cappellato è decisamente il più materico e potente.  Gli apporti dei singoli musicisti, dunque, si prestano alle combinazioni e sperimentazioni più disparate: caratteristica, questa, che appare, già nella prima uscita discografica del trio, una sua cifra dichiarata.

 

 

 

 

 

Review on JAZZIT

Pubblicato su Jazzit n˙ 71 Luglio/Agosto 2012

Il jazz e' uno solo al di la' dei generi e delle epoche: questo sembrerebbe dirci un disco come "Live In Pisa". Il trio "The Minus One" , qui registrato dal vivo nel 2011, ha come riferimento principale il post bop, ma non perde mai di vista una solida scansione dello swing, ed e' capace di passare senza problemi a una romantica ballad come "Blue & Sentimental" (dove il sax di Blake, pur senza perdere la propria pronuncia asciutta e moderna, sembra aprirsi a memorie hawkinsiane e websteriane), all'ellingtoniano "Way Way Back", o addirittura a una versione pigramente bluesy di "Hallelujah, I Love Her So" (si, proprio il celebre hit di Ray Charles). Il resto del programma e' composto da tre originali di Blake e uno di Cappellato, caratterizzato da riff angolari, aperture all'improvvisazione libera e da un'agile interazione di gruppo, Senni e Cappellato che stendono un robusto tappeto e armonico sotto il sax di Blake. (AP)

 

Review on JAZZ JAPAN

 

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