albums


(click to enlarge)

OPEN

Tommaso Cappellato

Michael Blake (sax)
Giovanni Guidi (piano)
Joe Rehmer (bass)
Tommaso Cappellato (drums)

 

BUY at BANDCAMP STORE



1. Nowhere, Now Here 05:05
2. Open 02:57
3. Episode 29 01:57
4. World Traveller 06:40
5. Mysteries Of Life 06:03
6. Talk To Me 01:58
7. Scream Away 01:49
8. The Knight 04:51
9. Krishnamurti 05:29
10. He Said Then She Said 04:25
11. Natural Element 02:52

Debut album from this incredibly eclectic and fresh composer born in Padua, Italy with New York based education, Tommaso Cappellato delivers a stunning quartet studio recorded following 2 tours of live sessions at the best italian jazz spots, following the 12" previously featured on the Elefante Rosso imprint, and including a studio version of The Knight. Open is a crossover view of today's jazz rooted in the panafrican origins and the Spiritual Jazz foundations, bringing to the frontline a wide travelling and exploration experience from which his eclectic and unique approach to this modern jazz world. You can clearly state the NY based fresh scene crossing afro hip hop and beats, African grooves and patterns with an incredible Michael Blake on both Soprano and Tenor saxophone (sometimes played simultaneously) young and stunning Italian jazz talent Giovanni Guidi on piano, and the Chicago born Joe Rehmer on bass. A truly fresh and exciting material recorded at the most recommended studio in northern Italy, presented on the Elefante Rosso imprint. 


Tommaso Cappellato Quartet
Tommaso Cappellato (drums, piano on track 11)
Michael Blake (tenor and soprano saxophone)
Giovanni Guidi (piano)
Joe Rehmer (bass)

All songs by Tommaso Cappellato
except: Episode 29, Scream Away by Blake, Cappellato, Guidi, Rehmer
and He Said Then She Said by Cappellato, Rehmer

Released 06 November 2009
Recorded on May 17 2009 By Stefano Amerio
Artesuono Studio Cavalicco (UD) Italy
Mixed & Mastered By Max Trisotto
Published by Ossigeno s.r.l. SIAE 2009
Executive Producer Rabih Beaini for Elefante Rosso Music
Cover photo by Plinio Pozza
Quartet photo by Simone Settimo
Artwork By Rabih Beaini


OPEN reviewed on STEF'S FREEJAZZ BLOGSPOT

Published January 27 2011 text by Bryan McAllister
http://freejazz-stef.blogspot.com/2011/01/tommaso-cappellato-open-elefante-rosso.html

“Open” begins with “Nowhere, Now Here,” which starts with an intriguing saxophone line and evolves along a route that embodies the album title. Like with nearly every album, there are high and low points, but luckily even the low points are pretty good. At best, like on tracks “World Traveller” and “The Knight,” the group sounds explorative and inspired: a tight piano trio with soaring saxophone lines and passionate solos. Unfortunately “Episode 29” and a few other small parts of the album came across as a nice effort, but did nothing for me as a listener. 

 

OPEN reviewed on ALLABOUTJAZZ USA

Published August 5 2010 text by Mark F. Turner
http://www.allaboutjazz.com/php/article.php?id=37154

The demise of modern jazz has been greatly exaggerated. Countless musicians around the globe are contributing new chapters to the wonderfully complex idiom of composition and improvisation. One such example can be found in Open, the debut from drummer Tommaso Cappellato. His experience stretches from taking lessons with local drummers in Italy at 16; enrolling in the Drummers Collective in New York in 1996; studying with notables like Billy Hart, Jorge Rossy and Reggie Workman; and involvement in versatile works with Don Byron, the Vibes Trio ( with vibraphonist Bill Ware and bassist Brad Jones), and the hip hop band Brohemian. Appropriately, Open encompasses an array of Cappellato's interests and abstract musicality, articulated by a superlative band—Michael Blake (saxophones), Giovanni Guidi (piano), and Joe Rehmer (bass). Impressions of "ree jazz are intrinsically revealed in the way the quartet explores and interacts. The title contains a seedy, old school funk vamp with ethereal piano lines that suggest both early Herbie Hancock and the urban soul of singer Marvin Gaye. In stark contrast, "Episode 29" is a nearly two minute surreal trip into the unknown—ethereal horn skronks, pensive piano comps, a tempo. While the music is rooted in earthiness, there's a sense of skirting the edge on tracks such as "World of Traveller." What sound like a reflection on Alice Coltrane's "Blue Nile," with Blake's mesmerizing sax, quickly moves into urgent waters with a deep pocketed groove and piercing individual statements. "Mysteries Of Life" is the inverse—stretching, and toying with a simple theme that is measured and passionate. Good drummers keep the rhythm but outstanding ones color it. Cappellato is an artisan, whether exploiting a persuasive hip hop beat on the too brief "Scream Away" or providing a melodious song-like solo in "Talk To Me," where he carefully manipulates every inch of his kit. His cymbals sound like tambourines on "The Knight," before the band enters the track's circuitous pattern. A soft touch surfaces in the ballad "Krishnamurti," the recording's most straightforward track, but reverts back to unexpected territory with the unusual drum/bass duo, "He Said Then She Said," then concluding with Cappellato's brilliant piano solo, "Natural Element." A fitting and surprising conclusion to this revealing debut.

 

OPEN reviewed on JAZZCONVENTION

Pubblicato su Jazzconvention.net il 2 Agosto 2010 testo di Flavio Caprera
http://www.jazzconvention.net/index.php?option=com_content&view=article&id=547:tommaso-cappellato-quartet-open&catid=2:recensioni&Itemid=11

Ciò che salta subito all'occhio, o meglio all'orecchio, in questo disco è il ruolo di Tommaso Cappellato: la sua batteria non è invasiva, predominante, nonostante lui sia batterista e leader in questo contesto, ma equilibrata, propositiva, dinamica, e in alcuni frangenti propulsiva, fantasiosa e ricca di sfumature; sempre al servizio degli altri musicisti. Quest'ultimi rispondono ai nomi di Joe Rehmer, contrabbassista newyorkese dal tocco profondo e potente; Giovanni Guidi rising star del pianismo italiano, e l'affermato Michael Blake al tenore e al soprano. Open contiene undici tracce di cui nove sono scritte da Cappellato, che si conferma un bravo compositore dalle idee moderne e progressive, le altre due, Episode 29 e Scream Away, pensate e realizzate in società con gli altri tre musicisti del quartetto. Open è un disco prismatico, dalle molte facce tenute assieme da un progetto, da un'idea di jazz moderno, che guarda indietro con referenza ma ha lo sguardo rivolto in avanti, verso un jazz che si costruisce il proprio futuro senza fuoriuscire dagli argini della sua essenza. Gli highlights di questo bel disco sono il notevole e capolista World Traveller, che dopo un inizio coltraniano al sax di Blake, si dipana in un ossessivo rincorrersi di piano e batteria stimolati dal ripetitivo e incalzante andamento del contrabbasso. L'iniziale Nowhere, now here, in cui Blake suona suggestivamente il soprano alla stregua di un'armonica; il consistente Scream Away che prende spunto dalle idee percussive di Cappellato e si sviluppa in un frammento di improvvisata immaginazione collettiva di un minuto e cinquanta secondi. Il conseguente The Knight, che da l'impressione di essere il consequenziale e ben riuscito risultato di quella "follia" precedente. E poi Krishnamurti, una ballad intensa e carica di feeling, aperta dal sommesso e descrittivo pianoforte di Guidi e poi raccontata dal suono dolce del tenore di Blake. Il ritmico He said then she said, che si apre con accenni di sfida tra basso e batteria e si sviluppa in un ritmo funky coinvolgente e travolgente nello stesso tempo, chiude la carrellata di un disco interessante e ben suonato.

 

OPEN reviewed on KATHODIK

Pubblicato su Kathodic.it il 18 Luglio 2010 testo di Mario Carcasi
http://www.kathodik.it/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=4248

Dopo aver fatto parte ed inciso con varie formazioni (Trio65, Yah Supreme e Brohemian, Nesso G) e aver collaborato con Marc Ribot, Enrico Pieranunzi, Butch Morris, Jon Hendricks, Steve Grossman, Debbie Harry (Blondie), Alessandro Grazian (ed altri ancora...), è arrivato il momento del primo lavoro solista per il batterista e compositore padovano Tommaso Cappellato. In realtà si tratta di un quartetto che comprende il sax, tenore e soprano di Michael Blake, il basso di Joe Rehmer ed il piano di Giovanni Guidi. L'odierna visione jazz (morbidamente avant), una profonda devozione per l'Africa, un sottile refolo cool, son le coordinate intorno a cui si muove "Open". Particolarmente convincente, dove le acque s'increspano e l'arte percussiva di Cappellato, in unione con le ripetizioni del basso e le scale del piano, disegna una serie di figure notturne stilizzate. Brani dove le componenti blues ed afro spiccano maggiormente. Dove è avvertibile il senso di emulsione fra forma jazz tradizionale e attuali pulsioni avant. Lavoro fatto di tradizione e traduzione. Di slancio, di ricerca dialettica, tensioni e spazi vuoti. Godibilissimo ed in alcune soluzioni prossimo all'applauso (le sincopi percussive di He Said Then She Sad, la marcia sotto il sole cocente di Open, il classicismo black di World Traveller). Emana aromi Coltrane (Alice). E questo è un gran complimento. Buon punto d'equilibrio stilistico fra Europa, Africa e Stati Uniti.

 

OPEN reviewed on JAZZIT

Pubblicato su Jazzit di Luglio/Agosto 2010 testo di Eugenio Mirti

La musica di "Open" sembra costruita per evidenziare l'aspetto ritmico della visione musicale di Cappellato. Alcuni brani si caratterizzano per assenza di pulsazione, permettendo ai musicisti aspetti melodici e armonici (ad esempio Mysteries Of Life, dall'andamento quasi ipnotico, che presenta una lunga introduzione libera, anticipatrice dei soli sviluppati su una struttura sempre uguale, di quattro battute). In altri casi le composizioni sono molto percussive ed esaltano groove e spinta ritmica (si vedano l'alternanza di 3/4 e 7/8 nel riff di World Traveller, ripetuto parossisticamente sempre uguale nell'unisono di contrabbasso e pianoforte, o la sequenza dei quattro accordi di Open). Le idee sembrano sviluppate, di regola, con l'ausilio di micro-cellule che, ripetute con variazioni minime, permettono all'originale ensemble di sviluppare espressivita', fraseggi e dinamiche di insieme. (Eugenio Mirti)

 

OPEN reviewed on JAZZ TOKYO

Published May 2010 text by Nobu Stowe 須藤伸義
http://www.jazztokyo.com/five/five685.html

日本での普及率は、まだ発展途上である様であるが、MySpace(www.myspace.com) は、世界第1位の加入者数を誇るソーシャル・ネットワーキング・サービスである。自身のプロフィール・ページに、アーティスト経歴やライブ・スケジュール の他、自作曲のMP3ファイルを公開出来る機能が重宝され、音楽業界への影響力はとくに高い。ミュージシャンの“名刺”代わりに使える便利なサイトで、プ ロモーション費用に乏しい音楽家にとっては、大変ありがたい。ファン拡大のみならず、他の演奏家との出会いにも繋がる。今回紹介するトマゾ・カペラー (www.myspace.com/tommasocappellato) もMySpaceを通して知った一人だ。本作『Open』が、リーダー・デビューとなる、カペラートは、イタリア出身で、8歳よりピアノ、11歳よりドラ ムを始め、16歳でプロの音楽家になる決心を固めたとの事。1996年より9年間NYに滞在。リッチー・バイラークp、ジョー・チェンバースds、ジ ミー・コブds、ビリー・ハートds等に師事。現在は、イタリアに戻り、パドヴァを中心に活動しているドラマー/作曲家。2008年には、日本ツアーを敢 行。本作でのクァルテットの他に、ソロ、2テナー/ベースとのNesso G(El Gallo Rojoレコード主宰者の一人=ダニロ・ガロb参加)、エレクトリック音楽とモダン・ジャズとのフュージョンを目指す“Upperground Orchestra (www.myspace.com/uppergroundorchestra) 、ドン・バイロンcl/ファブリツィオ・プリィーシp(プログレ・バンド=Deus Ex Machinaのキーボーダー)とのトリオ他で幅広い活動を行っている。個人的に、バイロン/プリィーシとのトリオは要注目で、Youtubeで観ること のできるライブ(www.youtube.com/watch?v=YVw_uCmUObI)の感触から、アルバム発表への期待が否応なしに高まる。サッ クス奏者のマイケル・ブレイクは、カナダ出身で、現在までにIntuition(ドイツ)、Stunt (デンマーク)、Clean Feed(ポルトガル)等、多国籍に跨るレーベルより興味深い作品を発表している。ピアニストのジョバンニ・グイディは、1985年生まれの若手だが、日 本のヴィーナスレコードよりのデビュー作『トゥモロー・ネヴァー・ノーズ』以降、イタリアのCAM JAZZより3作リリースしている。最近エンリコ・ラヴァtpの新生クインテットに抜擢された様なので、ECMからのデビューもあり得るかも知れない。 ジョー・リーマーの経歴について、余り詳しくないのだが、本作で聞ける限り、安定感のあるベーシストだ。『Open』収録曲は、3曲の(たぶん)即興曲を 除き、すべてカペラートのペンに拠るものだ。色々な国々を旅して、多くのミュージシャンと共演して来た「トラベラー」としての下地を反映して、多様な音楽 性を聞かせてくれる。ブレイクのソプラノの出だしが、一瞬アコーディオン的な響きをした哀愁漂う ..、エスニックでモーダルなグルーブが痛快な..、コルトレーン的オリエンタル色が香るバラード..他、質の高い楽曲/演奏を楽しむことができる。とく に印象に残ったのは、グイディのキース・ジャレット的コードから導かれる ..。印象的なテーマ・メロディーは、草原を渡る風を想起させる。アルバム全体を通して、カペラートの音楽家としてのセンスの良さをハッキリ確認できる作 品だ。彼は、ドラマーとしてより、バンド・リーダーとして、楽曲の構成、アンサンブル、そしてメロディーを全体的に考えてドラムを演奏している。そういっ た意味で、(僕の大好きな)アルド・ロマーノdsに近い資質を感じた。最後に、ラヴァのECM作を含む、他のイタリア近年作品の例に洩れず『Open』の 録音は、名技師=ステファノ・アメリオ氏が、北イタリア・ウディネにある自身のアルテスオノ・スタジオで行っている。アコースティックな暖かさを損なわ ず、鮮烈に各楽器の質感を捉える音像は、ナチュラルな刺激に富む。本誌で度々紹介してきている、マルチ・リード奏者のアキレ・スッチからの情報によると、 アメリオ氏は、自主制作やマイナー・レーベルの録音に対して、格安価格で対応してくれるらしい。東京やNY等での録音費用を考えると、羨ましい限りであ る。(Nobu Stowe /須藤伸義)

*『OPEN』は、以下のサイトで購入可能:
http://jp.juno.co.uk/artists/Tommaso+Cappellato/
http://disknote-jazz.ocnk.net/product/6081
http://diskunion.net/jazz/ct/detail/JZ100126-15

** 詳細は、各ミュージシャンのホームページで:

 

OPEN reviewed on ALLABOUTJAZZ ITALY

Pubblicato il 7 Maggio 2010 testo di Vincenzo Roggero
http://italy.allaboutjazz.com/php/article.php?id=4753

Tommaso Cappellato fa parte di quella ormai numerosa schiera di musicisti italiani che considerano l'esperienza di vita all'estero un fattore fondamentale di arricchimento culturale di uomo e di musicista. Ciò ha portato il giovane batterista veneto ad attraversare Africa, Australia, Giappone e soprattutto a risiedere per ben nove anni negli Stati Uniti, in particolare a New York. Qui ha intessuto una fitta rete di relazioni personali e musicali, divenendo una presenza frequente della fervida scena Downtown. La partecipazione di musicisti statunitensi in questa registrazione non è quindi la solita "ospitata" che funge da richiamo o da elemento di prestigio ma è la logica conclusione di un percorso umano e professionale espresso con grande naturalezza e originalità. Grazie anche al concorso dei suoi compagni di viaggio. Guidi si conferma pianista dalle grandi qualità in grado di distillare con sapienza la propria personalità anche in contesti altrui, Blake è sassofonista e musicista tra i più pronti a cogliere fermenti e nuove possibili vie percorribili dalla musica improvvisata, Rehmer, chicagoiano classe 1984, è un talento cristallino che si muove con disinvoltura tra jazz, pop, rock e avanguardia. Questa fitta trama di esperienze e bagagli personali si riversa in Open, disco aperto, per l'appunto, a sollecitazioni e impulsi i più diversi, filtrati e sintetizzati con lucidità dal leader. Si passa così dalla giocosa cantabilità della title track alle macchie improvvisative di "Episode 29," dalle pulsazioni africane di "World Traveller," con Blake che suona simultaneamente soprano e tenore, alla sobria ballad di "Mysteries of Life". Da segnalare "The Knight," una sorta di hit dalla sfumata connotazione funky, uscito anche come singolo in vinile, e il conclusivo "Natural Element," quasi tre minuti solitari in cui troviamo Cappellato al piano. Elenco dei brani: 01. Nowhere, Now Here; 02. Open; 03. Episode 29 (Cappellato, Guidi, Blake, Rehmer); 04. World Traveller; 05. Mysteries of Life; 06. Talk to Me; 07. Scream Away (Cappellato, Guidi, Blake, Rehmer); 08. The Knight; 09. Krishnamurti; 10. He Said Then She Said (Cappellato, Rehemer); 11. Natural Element. Tutte le composizioni sono di Tommaso Cappellato tranne quelle indicate. Musicisti: Tommaso Cappellato (batteria, piano in #11); Michael Blake (sax soprano, sax tenore); Giovanni Guidi (piano); Joe Rehmer (basso).

Stile: Modern Jazz. Valutazione: 3.5 stelle

 

OPEN reviewed on ALLABOUTJAZZ USA

Published April 29 2010 text by Bruce Lindsay
http://www.allaboutjazz.com/php/article.php?id=36306&recommended=1

Italian drummer and composer Tommaso Cappellato drives a strong and intelligent quartet on Open, his first album as leader, to create a rewarding and eclectic set of tunes that borrow innovatively from hip-hop, free jazz and funk. The album showcases Cappellato's writing talents as well as his percussion skills, while his choice of some exceptional fellow musicians—he formed the quartet in 2008—augurs well for his future as a bandleader. The album's first track, "Nowhere, Now Here," finds Michael Blake's lyrical soprano sax taking the lead, whereas "Open" sees him demonstrating a harder-edged tone—exciting, insistent and almost aggressive at times. Blake's playing gives the album both an edge and sense of urgency that are central to its overall feel. It's an edge that carries over into "Episode 29"—where it's matched by Joe Rehmer's bass—and into the short and punchy "Scream Away," which opens with slinky drum and bass work before Blake's screeching sax bursts out and literally does what the title says it will. The album's key track is "The Knight," an exciting and complex tune that gives all of the musicians space to shine. Blake's playing, on tenor is, once again, lyrical and melodic, while Cappellato provides a rhythmic centre as well as playing some inventive drum patterns. It's pianist Giovanni Guidi's turn to provide the attack by way of some emphatic chordal work and some firm yet precise single note patterns. Across the rest of the album the quartet constantly displays invention and imagination. "Krishnamurti" opens with Guidi's rich piano solo, soon followed by another of Blake's beautifully rough-edged sax parts. Both musicians seem to quote from "The Ugly Duckling"—not exactly a staple for jazz improvisation—before Rehmer takes over with a short but emphatic bass solo. "He Said Then She Said" is credited to Cappellato and Rehmer, and features the two players in duet on a piece which begins in a freeform style before shifting into a hard-nosed and funky groove. "Natural Element" sees Cappellato soloing on piano, and while his playing lacks Guidi's delicacy and flow, it is still a skilled performance. Cappellato has described Open as his "project." On this evidence it's an extremely successful one that deserves to grow and develop across more recordings, building upon this impressive and enjoyable debut.

 

OPEN reviewed on JAZZITALIA

Pubblicato il 24 Aprile 2010 testo di Gianni B. Montano
http://www.jazzitalia.net/recensioni/open.asp

I batteristi band- leader, solitamente, formano gruppi in cui il suono delle percussioni sopravanza gli altri strumenti o – comunque - assume un ruolo caratterizzante, di rilievo all'interno del progetto complessivo. Non è il caso di Tommaso Cappellato, almeno in questo cd. Il batterista veneto ricopre, infatti, una posizione di supporto verso gli altri compagni di avventura e si limita ad una funzione di accompagnamento, di sottolineatura di determinati passaggi o a fornire colori, sfumature per esplicitare l'idea ritmica propria di ogni brano. Nel suo quartetto ha selezionato musicisti di particolare valore e capacità, cominciando dal pianista Giovanni Guidi, uno dei più rinomati nuovi talenti del jazz italiano. I suoi modelli sono Keith Jarrett e Chick Corea, indubbiamente, ma, in questo disco, si nota una qualche discendenza pure dal pianismo cool di Lennie Tristano. Insomma, in ogni suo intervento si coglie la sua cultura musicale e la sua intenzione, allo stesso tempo, di distinguersi dai maestri che ha scelto come archetipi. Al sassofono si impone il magistero di Michael Blake, più convincente al tenore che al soprano ma, ad ogni buon conto, un signore delle ance. Al tenore, appunto, il musicista americano riprende la lezione di Warne Marsh, transitando velocemente per Coltrane, per approdare ad Archie Shepp, mantenendo, però, un suono "bianco" nel suo strumento principale. E' ancora newyorkese il bassista Joe Rehmer, il meno famoso dei tre, dotato di una cavata potente, di un fraseggio intrigante, con qualche similitudine con Miroslav Vitous o i bassisti storici dell'ECM, Eberhard Weber, Palle Danielsson in primis. La musica che si ascolta in questo disco è multiforme e varia. Ogni traccia ha una sua fisionomia, ma si percepisce un'omogeneità di discorso, fondamentalmente. Volendo trovare una definizione, siamo di fronte ad un jazz moderno, attento alla tradizione nella pronuncia, nel "mood" e proiettato in avanti nella costruzione dei brani, senza, però "deragliare" oltre i confini del genere. Nei primi due pezzi "Nowhere, now here", Michael Blake usa il soprano con un suono simile all'armonica. In entrambe le occasioni si distinguono le entrate "in punta di bacchetta" di Cappellato, un campione del "bon ton", come batterista. Nel senso che, prima di introdursi, sembra chiedere il permesso ai suoi partners. Nelle due improvvisazioni collettive "Episode 29" e "Scream away", i quattro musicisti danno vita ad un contrasto timbrico piuttosto netto, che contiene una sua armonia, pur nella ricercata disarmonia di base. I brani migliori sono: "World traveller", con un andamento ondivago, dove emergono un riff ostinato del basso, ripreso da piano e batteria e l'intervento melodico, ma asciutto, essenziale del sax. Inizia con un dialogo a due, fra Blake e Cappellato, "The knight" che si dipana, poi, con un incedere "neo-cool dell'anno 2009" e vanta momenti atonali e un accompagnamento incalzante, quasi assillante da parte di Giovanni Guidi. Riprende una fisionomia funky il colloquio fra basso e batteria in "He said then she said", dove i due protagonisti si dilettano a portare a rottura un ritmo cadenzato, rockeggiante, dopo essersene serviti. Chiude il disco Cappellato in solitudine, al piano, con un'altra sua intensa composizione. Insomma, "Open" è un cd dalle tante qualità, che dimostra come il talento "discreto" di Cappellato, "rodato" dalla frequentazione di buone scuole e di altrettanto ben scelte compagnie, sia in grado di produrre una musica controllata e aperta al contributo di validi musicisti.

 

OPEN reviewed on MONDO JAZZ BLOG

Pubblicato il 2 Marzo 2010 testo di Roberto Dell'Ava
http://blog.libero.it/MondoJazz/8500564.html

Dopo quarant’anni di concerti e di ascolti è difficile emozionarsi ancora al primo ascolto di un album. Evento raro, in particolare se si tratta dell’opera prima di un giovane batterista, italiano e conosciuto praticamente solo dagli addetti ai lavori. L’album in questione è uscito lo scorso anno per Elefante Rosso, ma di fatto è scomparso subitamente dai rari negozi che trattano la musica jazz, e se non ne avessi ricevuto una copia dallo stesso Tommaso non sarei mai riuscito ad ascoltarlo. Già sulla carta il gruppo appare intrigante, grazie al sapiente accostamento del sassofonista americano Michael Blake con il pianista Giovanni Guidi, adeguatamente supportati dal contrabbasso del chicagoano Joe Rehmer e dai poliritmi di Tommaso Cappellato. Le composizioni sono tutte del leader, ad eccezione di alcune brevi improvvisazioni di gruppo e del brano suonato solo dalla sezione ritmica (He Said Then She Said), che mette in rilievo un timing perfetto ed una naturale melodicità espressiva. Il gruppo suona un jazz eclettico e moderno, un occhio alla tradizione ed un altro alla sperimentazione, con un ottimo groove impreziosito dal suono acido ed obliquo delle ance di Blake. Mi hanno impressionato e convinto fin dal primo ascolto i brani dal tempo lento e rarefatto dove il tocco sapiente ed evocativo di Guidi lascia una traccia indelebile. Mysteries of Life e Krishnamurti rivelano una liricità emotiva non disgiunta da una profondità compositiva e spirituale di grande interesse. Le note sottratte hanno un peso ed una importanza equivalente a quelle suonate, contribuendo ad accrescere il pathos. Ma è tutto l’abum a convincere ascolto dopo ascolto. L’affiatamento tra i musicisti è palpabile ed evidente, tanto da far sperare in un seguito sia concertistico che discografico. Intrigante, originale, eclettico.

 

OPEN reviewed on BLOW UP

Pubblicato su Blow Up di Dicembre 2009 testo di Enrico Bettinello

Il batterista padovano - alle spalle un'intensa e intelligente esperienza newyorkese - riunisce in questo quartetto il sax di Michael Blake, il basso di Joe Rehmer e il pianoforte di Giovanni Guidi. Composizioni vibranti, melodicamente articolate, sempre assecondate con intelligenza dal percorso improvvisativo. Un esordio promettente.

 

SUBSCRIBE

SPOTLIGHT

LISTEN/BUY
ASTRAL TRAVEL 



RANDOM EXPERIMENTS